[grafico data] 29 marzo 1999
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L'arte del vino

Chi non si è mai trovato nella classica situazione di dover scegliere un buon vino o di dover conoscere vitigno, annata, bouquet, agitazione del bicchiere, varie utilizzazioni del vino (come aperitivo, da tavola, da meditazione o conversazione, altri vini speciali), o i diversi bicchieri, il modo di annusare e di sorseggiare, il corpo del vino, la tipologia degli accostamenti e via discorrendo? Questo mese, Il Gazzettino si propone di condividere alcuni consigli pratici con i suoi lettori, in modo dovendo giudicare un vino, se non proprio da sommelier, per lo meno non si appaia completamente sprovveduti.

Perché, quindi, si degusta un vino? Certo per valutarne obiettivamente la qualità (ovvero stabilire se il vino è stato fatto bene, se ha subito alterazioni o malattie, se è ancora giovane o già vecchio, ecc.), ma anche per godere pienamente il vino, aspirandone gli odori, ammirandone i colori e gustandone i sapori, con calma, per non lasciarsi sfuggire alcuna sensazione (visiva, olfattiva e gustativa ). un rito che va effettuato in realtà con diversi passaggi.

Il primo esame è quello visivo. Una volta versato il vino (riempiendo non più di un terzo del bicchiere), è bene alzare il bicchiere verso la luce e assicurarsi che il vino sia chiaro e limpido. Poi, sempre tenendo il bicchiere verso la luce, con un movimento circolare della mano lo si agita in modo che il vino bagni le pareti del bicchiere. In seguito, si osserva come scende la traccia trasparente che lascia, chiamata lacrima: se scende piano e ha un aspetto sciropposo (o oleoso), vuol dire che il contenuto alcolico è alto -e di solito, questo è buon segno!-; mentre se evapora ancor prima di scendere, significa che il vino praticamente non ha corpo.

Si passa quindi al controllo olfattivo. Un buon vino dovrebbe avere un odore piacevole, chiamato bouquet, e in particolar modo può sapere di frutti di bosco, di prugna, di ciliegia, di agrumi o di frutti tropicali, e talvolta anche di frutta fresca, o di resina, o perfino di lacca. Portare il bicchiere al naso e inclinarlo, poi annusare il vino leggermente, prima dalla narice sinistra e poi da quella destra perché ogni narice, va detto, percepisce proprietà diverse: la sinistra, acidità e tannini; la destra, intensità aromatica e fruttato. Per giungere poi a un giudizio olfattivo equilibrato, occorre annusare il vino con tutt'e due le narice contemporaneamente -non più di tre o quattro volte al massimo! L'odore del vino può variare secondo l'età: un vino più vecchio potrebbe avere un odore speziato simile ai chicchi di caffè, al cioccolato o addirittura al cuoio. L'importante è che l'odore non indichi nulla di anomalo e di sospetto, quindi è bene non affrettarsi in questa fase dell'odorato.

Finalmente, la degustazione. Per un risultato efficace, il segreto consiste nel tenere il vino in bocca per alcuni secondi prima di ingerirlo. Prima di assaggiarlo, è una buona idea agitare il bicchiere in modo che il vino respiri e intensifichi il gusto. Il primo contatto con il vino viene fatto con la punta della lingua, ovvero con le papille gustative capaci di percepire il dolce. Lo si aspira poi leggermente con la bocca quasi chiusa. Poi, lo si intiepidisce tra la lingua e il palato, luogo in cui si percepiscono gli acidi, i tannini e i sali minerali. Infine, il vino viene ingerito e rimane la struttura generale, cioè il corpo del vino. Un buon vino si nota proprio dalla persistenza del gusto fruttato e piacevole che lascia in bocca.

A questo punto, non resta che mettersi alla prova perché in fondo è solo "in vino veritas!"


[vocabolarietto]

agitazione (n. f. sing.): swirling (of the wine glass)

agrume (n. m. sing.): citrus

andare detto: to be apparently said

annata: vintage year

annusare: to sniff

bicchiere: glass, goblet

bouquet: bouquet

chicco di caffè: coffee bean

ciliegia: cherry

contenuto/tenore alcolico: alcoholic content

corpo: body

cuoio: leather

degustare: to taste, to sample, to appreciate

degustazione: taste (testing)

equilibrato: balanced

frutti di bosco: wild fruits and berries

giudicare: to judge

godere: to enjoy

gustativo: pertaining to taste

gusto: flavour, taste

inclinare: to tilt

ingerire: to ingest, to swallow

intiepidire: to warm

lacca: lacquer

lacrima (enol.): leg (of wine); (lit.) tear

limpido: clear

narice (n. f. sing.): nostril

occorrere: to be necessary

odorato: sense of smell

olfattivo: olfactory
(cioè "dell'olfatto" o del naso.)

prugna: plum

resina: resin

respirare (enol.): to breathe

riempire: to fill

rito: ritual; rite

sapere di: taste of

sciropposo: syruppy

sensazione (n. f. sing.): sensation

sommelier: sommelier
(Nei grandi ristoranti, è l'esperto addetto alla cantina, alla scelta e al servizio dei vini.)  

speziato: spicy, spiced

tannino (chem., enol.): tannin

tipologia di accostamento/abbinamento: type(s) of  food (and wine) pairing

versare: to pour

via discorrendo: and so on, and so forth

(vino) da meditazione or conversazione: guest wine, dessert wine
(Questo tipo di vino è molto in voga in Italia; esempi tipici sono i Passiti meridionali e i Muffati settentrionali.)

(vino) giovane: young wine

(vino) vecchio: aged wine

(vino) da tavola: table wine

vino speciale: vino spumante, vino liquoroso, vino aromatizzato

vitigno: (species of) grapevine

 

[Pensaci...]

Sulle virtù del vino Galileo Galilei scrive:
"L'ingegno si fa illustre e chiaro, l'anima si dilata, gli spiriti si confortano, e le allegrezze si moltiplicano."


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