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| Chi non si è mai trovato nella classica situazione di dover scegliere
un buon vino o di dover conoscere vitigno, annata, bouquet,
agitazione del bicchiere, varie utilizzazioni del vino (come aperitivo,
da tavola, da meditazione o conversazione, altri vini
speciali), o i diversi bicchieri, il modo di annusare
e di sorseggiare, il corpo del vino, la tipologia degli
accostamenti e via discorrendo? Questo mese, Il Gazzettino
si propone di condividere alcuni consigli pratici con i suoi lettori,
in modo dovendo giudicare un vino, se non proprio da sommelier,
per lo meno non si appaia completamente sprovveduti.
Perché, quindi, si degusta un vino? Certo per valutarne obiettivamente la qualità (ovvero stabilire se il vino è stato fatto bene, se ha subito alterazioni o malattie, se è ancora giovane o già vecchio, ecc.), ma anche per godere pienamente il vino, aspirandone gli odori, ammirandone i colori e gustandone i sapori, con calma, per non lasciarsi sfuggire alcuna sensazione (visiva, olfattiva e gustativa ). È un rito che va effettuato in realtà con diversi passaggi. Il primo esame è quello visivo. Una volta versato il vino (riempiendo non più di un terzo del bicchiere), è bene alzare il bicchiere verso la luce e assicurarsi che il vino sia chiaro e limpido. Poi, sempre tenendo il bicchiere verso la luce, con un movimento circolare della mano lo si agita in modo che il vino bagni le pareti del bicchiere. In seguito, si osserva come scende la traccia trasparente che lascia, chiamata lacrima: se scende piano e ha un aspetto sciropposo (o oleoso), vuol dire che il contenuto alcolico è alto -e di solito, questo è buon segno!-; mentre se evapora ancor prima di scendere, significa che il vino praticamente non ha corpo. Si passa quindi al controllo olfattivo. Un buon vino dovrebbe avere un odore piacevole, chiamato bouquet, e in particolar modo può sapere di frutti di bosco, di prugna, di ciliegia, di agrumi o di frutti tropicali, e talvolta anche di frutta fresca, o di resina, o perfino di lacca. Portare il bicchiere al naso e inclinarlo, poi annusare il vino leggermente, prima dalla narice sinistra e poi da quella destra perché ogni narice, va detto, percepisce proprietà diverse: la sinistra, acidità e tannini; la destra, intensità aromatica e fruttato. Per giungere poi a un giudizio olfattivo equilibrato, occorre annusare il vino con tutt'e due le narice contemporaneamente -non più di tre o quattro volte al massimo! L'odore del vino può variare secondo l'età: un vino più vecchio potrebbe avere un odore speziato simile ai chicchi di caffè, al cioccolato o addirittura al cuoio. L'importante è che l'odore non indichi nulla di anomalo e di sospetto, quindi è bene non affrettarsi in questa fase dell'odorato. Finalmente, la degustazione. Per un risultato efficace, il
segreto consiste nel tenere il vino in bocca per alcuni secondi prima
di ingerirlo. Prima di assaggiarlo, è una buona idea agitare
il bicchiere in modo che il vino respiri e intensifichi il gusto.
Il primo contatto con il vino viene fatto con la punta della lingua,
ovvero con le papille gustative capaci di percepire il dolce. Lo si
aspira poi leggermente con la bocca quasi chiusa. Poi, lo si intiepidisce
tra la lingua e il palato, luogo in cui si percepiscono gli acidi, i
tannini e i sali minerali. Infine, il vino viene ingerito e rimane la
struttura generale, cioè il corpo del vino. Un buon vino si nota
proprio dalla persistenza del gusto fruttato e piacevole che lascia
in bocca. |
agitazione (n. f. sing.): swirling (of the wine glass) agrume (n. m. sing.): citrus annata: vintage year annusare: to sniff bicchiere: glass, goblet bouquet: bouquet chicco di caffè: coffee bean ciliegia: cherry contenuto/tenore alcolico: alcoholic content corpo: body cuoio: leather degustare: to taste, to sample, to appreciate degustazione: taste (testing) equilibrato: balanced frutti di bosco: wild fruits and berries giudicare: to judge godere: to enjoy gustativo: pertaining to taste gusto: flavour, taste inclinare: to tilt ingerire: to ingest, to swallow intiepidire: to warm lacca: lacquer limpido: clear narice (n. f. sing.): nostril
occorrere: to be necessary olfattivo: olfactory prugna: plum
resina: resin riempire: to fill rito: ritual; rite sapere di: taste of sciropposo: syruppy sensazione (n. f. sing.): sensation sommelier: sommelier speziato: spicy, spiced tannino (chem., enol.): tannin tipologia di accostamento/abbinamento: type(s) of food (and wine) pairing versare: to pour via discorrendo: and so on, and so forth
(vino) da meditazione or conversazione: guest wine,
dessert wine (vino) giovane: young wine (vino) vecchio: aged wine (vino) da tavola: table wine vino speciale: vino spumante, vino liquoroso, vino aromatizzato vitigno: (species of) grapevine |
![[Pensaci...]](pensaci.gif)
Sulle virtù del vino Galileo Galilei scrive:
"L'ingegno si fa illustre e chiaro, l'anima si dilata, gli spiriti
si confortano, e le allegrezze si moltiplicano."