[grafico data]27 dicembre 1999
 Enologia e cultura
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Vini d'Italia:
Basilicata: Aglianico e ancora Aglianico…
ma del Vulture (5a puntata)

Geograficamente confinante con il gigante enologico pugliese, la minuscola Basilicata –600.000 ettolitri l’anno, quasi un ventesimo, il 5% della produzione pugliese– è un topolino accanto a un elefante. Ma grazie al suo Aglianico, le 40.000 aziende che coltivano circa 11.000 ettari di vigna, riescono a fare la loro figura. Grazie ai tanti piccoli produttori che, pur non essendo ancora approdati in gran parte al mondo della moderna enologia, fanno però vivere il meglio delle antiche tradizioni in prodotti genuini dai prezzi più che convenienti.

Ma che cosa è il Vulture e perché produce un Aglianico speciale? È un gruppo collinare-montuoso di origine vulcanica (terra sempre idonea per la vite) quasi al confine con la Campania. Vi si trovano una dozzina di comuni, tra cui Rionero, Barile e Venosa in provincia di Potenza, capitali del vino lucano. L’ultimo è anche il paese natale di Quinto Orazio Flacco che cantò, oltre alle lodi di vini campani come il Cécubo e il Falerno, anche quelle dei vini di casa sua come il Buxentum e il Thurium, di cui non si ha più notizia sin da quei tempi.

Abbiamo parlato spesso di Aglianico, questa vitis hellenica che, giunta dalla Grecia, così bene attecchì in tutta l’Italia meridionale. Sentiamo allora come la descriveva nel XVI secolo Andrea Bacci, medico del papa Sisto V, nel suo celebre De Vinorum: "uve non tanto nere, piene di succo rubicondo e d’una sostanza mediocremente grassa, densa, pingue; e alcolico quando le vendemmie corrono asciutte [cioè senza pioggia]". E pensiamo che, quando giunse dalla Grecia, fu proprio in Lucania che la vitis hellenica sbarcò, forse con i coloni greci che fondarono Eraclea (antica città della Magna Grecia, oggi Policoro, in provincia di Matera) dove sono stati trovati i resti di un tempio di Dioniso, dio molto legato al vino, con epigrafi che si riferiscono alle vigne del tempo. Questo Aglianico del Vulture è quindi forse il parente più stretto di quello originario. E non si può pensare di conoscere davvero questo vino senza aver mai assaggiato quello del Vulture che dovrebbe essere, se non dell’azienda Sasso, almeno di una delle altre più note e sperimentate: Paternoster, D’angelo e Martino.

Il Don Anselmo di Paternoster merita una menzione speciale, ma anche il Carpe Diem –sia reso onore a Orazio ancora una volta–, del consorzio dei viticoltori del Vulture, ha una sua grande dignità. Interessante è anche l’Aglianico rosato dell’azienda Martino e così il Rosato Boreano della Cantina della Riforma Fondiaria di Venosa.

Accanto a quello del Vulture, cuore del sistema enologico lucano, ci sono altri Aglianici: quello dei Colli Lucani, di Matera, di Accettura e di Ruoti. Una menzione specifica merita la Malvasia secca (un vino tutto particolare che è difficile trovare ancora oggi) prodotto a Rapolla e inoltre il moscato dolce del Vulture. Ma qui, in Basilicata (detta anche Lucania) vale forse la pena di chiudere con una curiosità: un bicchiere di vino biologico, purtroppo di vitigni non autoctoni, della Val d’Agni, prodotto dall’azienda Pisani, forse, visto che non ci sono sostanze chimiche o conservanti né sulla pianta né nel terreno, piacerebbe anche a quel sofisticato di Orazio…


[vocabolarietto]

attecchire: to take root, to sprout, to flourish; to find favour, to catch on

Basilicata: Basilicata
(cfr. Lucania)
(La Basilicata, regione dell’Italia meridionale, ha solo 2 province Matera e Potenza, quest'ultima anche capoluogo di regione. Con una superficie di 9.992 kmq e 607.859 ab., confina a nord e a nordest con la Puglia, a ovest con la Campania, a sud con la Calabria, e si affaccia sui mari Ionio e Tirreno. Il terreno è prevalentemente montuoso a ovest (Appennino lucano, con i monti Pollino, Vulture, Sirino), collinare al centro, e si abbassa gradualmente a est fino alla costa ionica, lungo la quale sfociano i suoi maggiori fiumi: Bradano, Basento, Agri, Sinni. La regione era un tempo ricca di boschi: è di qui l'antico nome "Lucania" < lucus lat. "bosco" e anche dal fatto che anticamente il territorio era occupato dai Lucani [e in seguito integrata nell’impero romano col nome di Lucania].

Questa regione ha subito un forte calo di densità di popolazione per via dell'elevato tasso di emigrazione negli anni '50. Oggi, l'economia si basa maggiormente sulla produzione ortofrutticola [grano duro, avena, agrumi, viti, olivi, ortaggi] e sul turismo [soprattutto lungo la zona costiera] che è in aumento.

Storicamente la Basilicata è stata dominata da diversi popoli che hanno lasciato sul territorio soprattutto la loro impronta artistica e architettonica. Questa regione fu anticamente popolata dai Lucani [nella parte interna], dai greci [lungo le coste; infatti, si sa che Pitagora insegnò a Metaponto], fu anche sotto il dominio dei bizantini, longobardi, normanni [i quali hanno costruito i maestosi castelli a Melfi e a Miglionico] e fu successivamente invasa dagli svevi, angioini e spagnoli. Nel ’500 venne a far parte del Regno delle Due Sicilie.)

conservante (n. m. sing.): preservative

Dioniso (or Bacco, myth.): Dionysus
(Nella mitologia greca, Dioniso era il dio del vino e dell’ebbrezza.)

fare la figura (idiom. expres.): to cut a figure

Lucania: antico nome della regione (derivante dalla popolazione dei lucani) che corrisponde all’attuale Basilicata; nome in uso fino al sec. XII e ancora dal 1932 al 1947.
(cfr. Basilicata)

lucano: dell'antica Lucania

Malvasia: vino bianco o rosso, ricco di aroma, derivante dall'omonimo vitigno

moscato: Muscat
(Il moscato è un vitigno popolare per uve da tavola e da vino, dall’aroma di muschio.)

paese natale: native town, birthplace

pingue (adj. m./f. sing.): plump; rich

rubicondo: ruddy

sbarcare: to disembark; to land (meaning in text)

ventesimo: twentieth

 


[Pensaci...]

"Per molti mali è una buona medicina, lo sciroppo che vien dalla cantina." - Proverbio popolare


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