[grafico data] 26 aprile 1999
  Enologia e cultura 
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Il miracolo del vino: un'introduzione

Visto che uno dei più antichi e scherzosi nomi dell’Italia è Enotria, "terra del vino" (dal greco oinos "vino"), in un notiziario in lingua italiana non poteva mancare una rubrica destinata al nettare degli dei. L’avviamo con questa conversazione generale, questa modesta e scherzosa prolusione, senza pretese da sommelier con tanto di patacca al collo.

Bere vino, va detto subito, non è un’operazione grossolana o di quantità: il vino va bevuto in quantità moderate. I medici raccomandano di accompagnarlo al pasto e di non superare il mezzo litro quotidiano. Medici a parte, il vino non è infatti bevanda per alcun tipo di bevuta all’ingrosso; sarebbe solo uno spreco trangugiare frettolosamente quantità di un buon vino, spesso ottenuto da vitigni coltivati con cura attenta e amorevole, sottratti ai parassiti e al mal tempo, vendemmiati con maestrìa e poi spremuti con delicatezza, trasformati in mosto, e alla fine trasformati in vino, destinato magari a botti di quercia o di rovere, per cominciare un invecchiamento che, per i vini più robusti, potrà continuare in bottiglia.

Il vino, quando è buono e genuino è un po’ come se fosse il sangue della terra che ce l’ha dato. Può essere buono e gradito per chi lo beve, ma resta un prodotto con una dignità senza pari rispetto a molte altre bevande. C’è un legame forte tra il luogo di produzione e chi lo ha prodotto, sia il viticoltore, sia l’enologo, due figure che per altro spesso coincidono. C’è una sapienza antica, raffinatasi nei secoli e nei millenni: "bevendo vino si può gustare storia e cultura". Non a caso, Cécubo (oggi ormai introvabile) e Falerno, due vini campani, hanno un posto di riguardo perfino nelle Satire di Orazio.

Dalla prossima puntata, ci tufferemo allora insieme nelle botti di Enotria, a caccia dei vini più noti, ma anche di quelli ottenuti dai cosiddetti vitigni autoctoni, quelli cioè più tipicamente italiani, come per esempio il primitivo pugliese, il Coda di Volpe campano piuttosto che lo Shiraz o lo Chardonnay che sono vitigni d'importazione. Sono quelli autoctoni i vitigni forse più preziosi, perché in qualche caso addirittura a rischio di estinzione. Meriterebbero forse una campagna del World Wildlife (o Winelife?) Fund per essere salvati.

Innalzando un metaforico e simbolico bicchiere in un brindisi tintinnante all’insegna dell’allegria, proprio come in una vecchia, bella calda osteria furlana o in ‘na mercita romana o ‘na taverna o ‘na candina del Sud, ci diciamo per il momento arrivederci, a risentirci, anzi a "rigustarci"!


[vocabolarietto]

‘na (dial. mer.): una

a caccia di (also fig.): (lit.)on the hunt for; in search of (meaning in text)

a caso: at random

a parte (idiom. expres.): aside, separately
(Sin.: separatamente)

all’insegna dell’allegria (idiom. expres.): merry party

amorevole (adj. m./f. sing.): loving

attento: attentive, careful, thorough

autoctono: native

avere un posto di riguardo (idiom. expres.): to have/hold an important place

bevanda: drink

bevuta all’ingrosso: guzzling, gulping type of drinking

botte (n. f. sing.): barrel

bottiglia: bottle

brindisi: cheer, toast
(Facciamo un brindisi = "Let's make a toast!")

campano (adj. m. sing.): of/from southern Italian region of Campania
(Napoli è il capoluogo della regione meridionale Campania che ha una popolazione totale di 607 718 ab. in una superficie di 13 595 kmq e ha 4 province: Avellino, Benevento, Caserta e Salerno.  Confina al nord-ovest con il Lazio, a nord col Molise, a nord-est con la Puglia, a est con la Basilicata ed è bagnata al sud-ovest dal Mar Tirreno. La Campania è nominata tale proprio perché è ricca di "campagne".

Questa incantevole metropoli, fondata dai Greci e poi divenuta parte importante della Romanità, ancor'oggi conserva molti tesori archeologici dell'antichità [es., Pompei, Hercolaneum, ecc.].
Sebbene sia una città di grande confusione, disordine e criminalità, resta una città ricca di cultura, calore, vita e panorama.  Svolge un ruolo cruciale nella storia d'Italia e per secoli è un maggior punto di riferimento meridionale.)


cantina: wine cellar, rustic tavern
(Notare che in alcuni italiani regionali del sud, la pronuncia dell'italiano è talvolta diversa: es. la "t" spesso viene sonorizzata in una "d", dunque cantina > candina.)

dio [~dei]: god(s)

enologo (enol.): (o)enologist

frettolosamente (adv.): hurriedly

furlan (dial.): Friulian (of/from Friuli), "furlan" is the way  "friulano" is said in the vernacular of Friuli
(Friuli-Venezia Giulia è una delle più piccoli regioni d'Italia [dopo la Val d'Aosta, il Molise e la Liguria], con una superficie di 7 847 kmq e con una popolazione totale di 1 224 221 ab. Il capoluogo [region's capital city] è Trieste e la regione è divisa in 4 province: Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine. Confina a nord con l'Austria, a est con la Slovenia, a ovest col Veneto e a sud si affaccia sul mar Adriatico. La parte del territorio a est del Tagliamento [prov. di Pordenone e Udine] che corrisponde al bacino del fiume, un tempo apparteneva al Veneto, quindi ci sono parecchi scambi non solo linguistici ma anche socio-culturali tra il Veneto e il Friuli. Il territorio friulano è costituito da montagne, colline e pianure.

La tradizionale risorsa economica della regione è l'agricoltura, sviluppatasi soprattutto nella "Bassa Friulana" [parte meridionale della regione].  Storicamente, il Friuli è sempre stato sotto un dominio estraneo [Austria, Veneto]; questo fattore si riflette anche nella cultura e nell'atteggiamento tipico friulano, molto diverso dagli altri tipici comportamenti e atteggiamenti italiani.

Il Friuli è conosciuto per la tradizionale polenta e produce anche vini e spiriti pregiati [grappa, Toccai friulano]).


genuino: wholesome, genuine, natural

grossolano: rough; coarse

grossolanamente (also fig.): roughly, coarsely; grossly

gustare: to taste, to try; to appreciate, to enjoy

innalzare: to raise

introvabile: unobtainable

invecchiamento: aging process

legame (n. m. sing.): bond, tie, link, connection

maestrìa: mastry, skill

medico: physician

mercita (dial.): (in dialect of Rome) tavern

mosto: must (juice extracted from grapes, ready for fermentation)

notiziario: gazette, news(letter)

noto: (well-)known

Orazio (lit.): Horace

osteria: tavern, inn

patacca: decoration (referring to sommelier’s tie-bib); (fig.) junk, useless item

pretesa (n. f. sing.): pretext

primitivo (enol.): originating vine species (meaning in text); original; primitive

prolusione (n. f. sing., eleg.): prologue, preface, opening address

puntata: serial article; episode

quercia: oak (tree)

quotidiano: daily

raccomandare: to recommend

rispetto a
(idiom. expres.): in respect/regard to

rovere (n. f. sing., bot.): older and robust oak (wood)

rubrica (journ.): (newspaper) column (meaning in text); index book; phone book; address book

nettare (n. m. sing.): nectar

sangue (n. m. sing.): blood

sapienza: wisdom

Satire: Satires (Horace’s literary works)

scherzoso: playful, jocose, jocular

senza pari (idiom. expres.): unequalled, matchless

sottrarre a
(idiom. expres., usually fig.): to escape (from) something
(Es. Si è sottratto alla peste = He escaped the plague.)

spreco: waste

trangugiare: to gulp (down)

spremuto
: (juice) squeezed out of fruit

superare: to exceed (meaning in text); to overcome

tintinnante (adj. m./f. sing.): clinking (of drinking glasses)

tuffarsi (fig.): to dive, to delve into

vendemmiare
: to harvest grapes
(Vendemmia = grape harvest.)

visto che
: being that, seeing that

viticoltore (enol.): grape-grower, viticulturist

 

[Pensaci...]

Il vino è simbolo di sangue, di vita, di immortalità, di conoscenza, di iniziazione, di trasformazione. È elemento di sacrificio, simbolo di gioia e di doni che Dio dà all’uomo (nella tradizione occidentale), e anche espressione della virilità e del desiderio impetuosi e fecondanti (oriente).


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