[grafico data] 24 maggio 1999
  Critica letteraria e cultura
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L'importanza del mito

Il lettore medio forse non si ricorda più dei classici come L’Odissea e L’Iliade d'Omero o Le Metamorfosi d'Ovidio. In queste opere, si trovano i grandi miti dell’antichità che attraverso i secoli hanno ispirato infiniti autori: Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio, Ludovico Ariosto, William Shakespeare, James Joyce, ecc.

I miti ci rivelano qualcosa di noi stessi. Italo Calvino spiega nelle Lezioni americane che con i miti bisogna andarci piano e interpretarli nei loro minimi dettagli per capire il vero significato. Nella lezione intitolata "leggerezza", Calvino cita il mito di Perseo che uccide Medusa decapitandola. ben noto che, per uccidere Medusa, Perseo deve evitare di fissarla negli occhi altrimenti sarà trasformato in una statua di pietra. Allora, la guarda indirettamente attraverso lo scudo e così la sconfigge.

Calvino vede nell’immagine di Perseo il rapporto che il poeta e lo studioso letterario hanno con il mondo. Ossia, la letteratura ci comunica la realtà della vita in modo indiretto, ponendo una distanza tra il soggetto e l’oggetto tramite una similitudine, una metafora o un’allegoria. Il lettore che riesce a decifrare e capire il tropo arriva alla realtà con la prospettiva di chi l’ha esaminata da una certa distanza e quindi ha più probabilità di dominarla. Il grande critico letterario italiano Francesco De Sanctis vede nello scudo di Perseo un simbolo della ragione che serve all’umanità al fin di creare le forme necessarie per agire contro l’irrazionalità della vita rappresentata da Medusa. Senza lo "scudo della ragione" l’umanità diventa immobile.

Tale messaggio viene tratto da un semplice mito che nel suo senso letterale sarebbe considerato un racconto di avventura che fa divertire i bambini. Con i grandi miti del passato è sempre consigliabile andare oltre il senso letterale per riuscire a intravedere un messaggio morale e universale che potrebbe essere inerente alla realtà e alla natura che supera ogni tempo e spazio.



[vocabolarietto]

Alighieri, Dante: (Firenze 1265 - Ravenna 14.9.1321)
(Scrittore fiorentino, è considerato uno dei "padri della letteratura italiana". Nel 1285 sposa Gemma di Manetto Donati e hanno tre figli: Iacopo, Pietro e Antonia. Brunetto Latini influenza indirettamente i suoi studi di grammatica e di retorica. Dal 1286 al 1287 si trasferisce a Bologna, luogo fondamentale per la sua formazione filosofica e letteraria. Nel 1289 ritorna a Firenze e negli anni successivi completa la sua formazione filosofica e teologica nelle scuole francescane domenicane di S. Croce e di S. Maria Novella. Le sue opere più conosciute sono La Vita Nuova [1292-93], il De Vulgari Eloquentia [1303-4], il Convivio [1304-07], la Monarchia [1310-13?], e la più grande opera di tutti i tempi La Divina Commedia [1307-21].)

allegoria (lit.): allegory

andarci piano (idiom. expres.): to take it easy

Ariosto, Ludovico: (Reggio Emilia 8.9.1474 - Ferrara 6.7.1533)
(Ariosto è un grande poeta italiano rinascimentale. La sua opera più famosa è l'epica fantastica Orlando furioso [1502-1503] che si impone come una della più rappresentative opere italiane.)

Boccaccio, Giovanni: (Firenze? 1313 - Certaldo 21.12.1375)
(Grande scrittore italiano del Trecento, Boccaccio frequenta la corte angioina a Napoli [grande centro di cultura] e prende coscienza della sua grande passione letteraria. Scrive per lo più opere di carattere erudito e tra il 1349 e il 1351 compone il suo capolavoro, il Decamerone. I suoi temi e forma espressiva diventarono il modello della prosa europea fino al sec. XVII.)

decapitare: to behead, to decapitate

fissare: to stare, to look directly at

inerente: inherent

intravedere: to glimpse at, to catch sight of, to spot

Italo Calvino: (Santiago de Las Vegas 15.10.1923 - Siena 19.9.1985)
(Calvino, scrittore italiano contemporaneo e neorealista con indirizzo esistenziale,è molto attivo anche in attività culturali, letterarie e politiche. I suoi scritti tendono verso una triste e amara realtà dipinta da metafore e allegorie paradossali. I suoi scritti: Il sentiero dei nidi di ragno [1947]; Il visconte dimezzato [1952]; curò una raccolta di fiabe, Fiabe italiane [1956]; Il barone rampante [1957]; Il cavaliere inesistente [1959]; Marcovaldo [1963]; Le cosmicomiche [1965]; Ti con zero [1968]; Le città invisibili [1972]; Il castello dei destini incrociati [1973]; Se una notte d’inverno un viaggiatore [1979]; Una pietra sopra [1980]; Palomar [1983]; Sotto il sole giaguaro [1986]; Lezioni americane [1989].)

metafora (lit.): metaphor

mito: myth

ossia: that is; or rather

Perseo: Perseus

rapporto: relationship

scudo: shield

sconfiggere: to defeat

similitudine (n. f. sing., lit.): simile

tropo (lit.): trope

verità (n. f. sing. ~ le verità): truth


[Pensaci...]

"Il mito è una metafora prolungata in cui l’anima umana —energia che colleziona simboli— scrive il sogno di sé stessa, della sua origine, del mistero della sua vita nell’universo. Esistono nel nostro tempo squadre della morte che stanno tentando di compiere il genocidio di miti, fantasie, sogni; ma non ci riescono. La profondità del mito vince". - Giuseppe Conte (scrittore del 20o sec.)


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