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Inserita in una cornice nera, una bustina con la data
del 9 giugno 1865 con la scritta "La polvere qui entro racchiusa
fu tolta dal tappeto sul quale posarono la cassetta e le ossa
di Dante" e segue la firma di Saturnino Malagola, notaio
di Ravenna. Il tutto ancora racchiuso in una grande busta marrone dimenticata
da decenni in uno scaffale della Biblioteca Nazionale di Firenze.
Così è stata trovata, per caso, da due custodi, una parte delle ceneri
di Dante Alighieri. Insieme alla bustina ha visto la luce un’altra reliquia dantesca. Dentro la stessa cornice è contenuto infatti un foglio di carta vistato anch’esso da timbro notarile e descritto come "patina del cranio di Dante ammollito e qui impresso". Nel 1865 a Ravenna durante le celebrazioni per il sesto anniversario della nascita di Dante vennero trovate, nella mura del convento dei Frati Minori, le ossa e il teschio del poeta. Fu da quei resti che lo scultore Enrico Pazzi grattò via un po’ di polvere di ossa e ne fece sei bustine. Nel 1889, lo scultore decise di fare omaggio di una delle bustine a Desiderio Chilovi, che era allora direttore della Biblioteca Nazionale e per Dante aveva un vero culto. Poi dissolvenza fino al 1929, anno di un convegno mondiale di bibliotecari che registra come evento l’esposizione nella Tribuna circolare dedicata all’Alighieri (da poco costruita) di tutte le reliquie dantesche di dotazione della Nazionale, che aveva ancora sede agli Uffizi. Tra queste, c’era anche la ormai famosa bustina. Ma è proprio in quella occasione che se ne perdono le tracce. La direttrice della Nazionale, Antonio Ida Fontana, sulla recente scoperta ha detto: "è stata una grande emozione per tutti". Ma ora cosa avverrà? Ancora presto per dirlo, "ma senz’altro", annuncia la Fontana, "verrà organizzata una manifestazione ufficiale per mostrare al pubblico il reperto inseguito per settant’anni". Tutto questo, però, è diventato d’improvviso incerto: notizie successive hanno messo in dubbio che i recenti reperti di Firenze siano autentici. |
Alighieri, Dante: (Firenze 1265 - Ravenna 14.9.1321) ammollito: softened cassetta: anticamente, chi non aveva soldi veniva seppellito sottoterra e dopo circa 10 anni si esumavano i resti mortali (le ossa) per offrire lo spazio sottoterra ad un'altra salma. Queste ossa venivano messe in una "cassetta" di legno. Se i parenti avevano soldi, depositavano la "cassetta" in un loculo (buco di 50 x 20 cm, con lapide e nome per i posteri) di famiglia o in un ossario comune oppure in una cappella ossario; se invece non avevano soldi o non si presentava nessuno dopo questi 10 anni, la cassetta con i resti veniva gettata nel cosiddetto "capovento": buco senza fondo che si trova nella parte antica del cimitero su cui era però possibile andare a pregare e a depositare fiori. Oggi, la salma non viene più messa sottoterra, ma messa direttamente con la bara in un loculo di 2m x 50cm con relativa lapide funeraria dove rimane per sempre, poiché loculo viene comprato e diventa dunque proprietà personale. ceneri
(n. f. pl.): ashes (resti mortali) cornice (n. f. sing.): frame cranio (anat.): skull dissolvenza (cin.): fade-out esumazione (n. f. sing.): exhumation
grattare: to scrape (meaning in text); to grate impresso (past part. v. imprimere): impressed, imprinted; engraved inseguito (past part. v. inseguire): pursued, sought after loculo: crypt, burial niche mettere in dubbio (idiom. expres.): to question; to cast doubt upon notaio: notary ossario: ossuary osso (~ ossi [che si danno al cane, ad es. [n. m. pl.]), ossa (quelle del corpo, collettivo [n. f. pl.]): bone perdere le tracce di... (idiom. expres.): to lose track of something or someone polvere (n. f. sing.): dust, powder reperto: (scientific) finding resti (n. m. pl.): human remains salma: corpse scaffale (n. m. sing.): shelf teschio: skull Uffizi: Palazzo degli Uffizi
vedere la luce (idiom. expres.): to come to the light, to become evident;
to be born |
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"Sono beni culturali e ambientali le cose di interesse archeologico, architettonico, storico, artistico, filologico, archivistico, librario, audio-visivo, musicale, ambientale, demo-antropologico che rappresentino, sia singolarmente che in aggregazione, manifestazioni significative della creatività, della conoscenza, del costume, del lavoro dell'uomo, dell'ambiente naturalistico, storico, geologico, paleontologico". - Ministero dei Beni Culturali, proposta di legge, 1983