[grafico data] 22 marzo 1999
  Musica, cultura e società 
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(clicca qui per biografia e discografia)

In ricordo di Fabrizio De André

Si spegne a Milano, nella notte dell'11 gennaio 1999 alle 2,30 "il mito","il poeta anarchico di fine millennio". Eppure la voce del cantastorie, del "poeta del popolo" genovese è sempre viva nei cuori dei fans.

Fabrizio De André fa parte di quei pochi cantautori che né si lasciano influenzare dalla corrente, né si piegano alle leggi del mercato. Dalla voce calda e profonda, si fa portavoce degli emarginati e degli offesi, esponendo la realtà usando un linguaggio schietto (e privo di abbellimenti inutili) accompagnato solo da una semplice chitarra. Le canzoni mostrano una spiccata sensibilità verso le tematiche sociali, religiose e anche esistenziali. Resta un cantautore che, attraverso la sua arte, ha il coraggio di parlare apertamente di una società ipocrita e contraddittoria; il suo impegno morale brilla in Bocca di rosa, La guerra di Piero, La buona novella, Storia di un impiegato, Nuvole e Anime salve. De André ci lascia 15 album LP, fra i quali c'è la famosa canzone Suzanne di Leonard Cohen che lui traduce e interpreta in italiano.

Poeta, musicista e moralista con una sua "visione" del mondo, De André lascia ai giovani cantautori un punto di riferimento indispensabile per artisti che vogliano comunicare un messaggio di verità al mondo. In ricordo di Fabrizio De André, scrive un giovane fan:

"Fabrizio, fratello, cantore degli umili e degli oppressi, non sei morto,
non ci hai lasciato, perché, immortale, resti in noi con il tuo canto;
resti in noi con i tuoi ideali di giustizia e di libertà, di pace e di
amore che sono anche i nostri ideali - eterni ideali dell'Umanità
."


Siti Internet su Fabrizio De André
(canzoni, forum, spartiti, musica, ecc.)

http://www.freeweb.org/musica/DeAndre
http://users.iol.it/panmol/deandrev.html

 


[vocabolarietto]

abbellimento: embellishment

anarchico (adj. m. sing.): anarchic(al)

cantastorie (n. m./f. sing.): ballad singer

cantautore (n. m. sing.): singer-song-writer

canzone (n. f. sing.): song

corrente (n. f. sing.): current wave, tide or trend

De André, Fabrizio (Genova 1940 - Milano 1999)

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(Il 18 febbraio 1940 Fabrizio De André nasce a Genova. Sul giradischi di casa suo padre ha messo il "Valzer campestre" di Gino Marinuzzi, dal quale, oltre venticinque anni dopo, Fabrizio ricaverà la canzone "Valzer per un amore".  Scoppiata la guerra, la famiglia si rifugia nella campagna di Revignano d'Asti, mentre il padre di Fabrizio, ricercato dai fascisti, si dà alla macchia.

Nel '45 i De André tornano a Genova. Fabrizio frequenta le elementari prima presso le suore Marcelline [che lui ribattezza le porcelline] poi alla "Cesare Battisti".  Seguono gli studi ginnasiali, liceali e infine universitari [interrompe quando gli mancano sei esami dalla laurea in giurisprudenza]. Ma intanto è nata di prepotenza la vocazione per la musica: Fabrizio studia prima il violino, poi la chitarra, suona in gruppi jazz, si esibisce in pubblico cantando canzoni francesi, traduce Brassens e comincia a scrivere brani tutti suoi.

Nel 1958 esce il primo disco di De André: un 45 giri contenente due canzoni non sue, "Nuvole barocche" e "E fu la notte". Nel 1962 Fabrizio sposa Puny, una ragazza genovese che lo stesso anno gli dà un figlio, Cristiano, oggi a sua volta musicista e cantante. Intanto escono altri dischi contenenti brani destinati a divenire dei classici: "La guerra di Piero", "La ballata dell'eroe", "Il testamento", "La ballata del Michè", "Via del Campo", "La canzone dell'amore perduto", "La città vecchia", "Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers" [scritta con Paolo Villaggio] e "La canzone di Marinella", che nel '68 viene incisa da Mina e trasforma De André da autore per pochi intimi ad autore di successo.

DISCOGRAFIA
1968: esce per la Belldisc l'album "Volume I", seguito l'anno dopo da "Tutti morimmo a stento", e da "Volume II": i tre dischi raggiungono il vertice delle classifiche di vendita.
1970: esce "La buona novella" tratto dai Vangeli apocrifi.
1971: esce "Non al denaro, non all'amore, né al cielo", ispirato da "L'antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters.
1973: la contestazione del '68 fornisce lo spunto all'ellepì (LP)"Storia di un impiegato".
1974: in "Canzoni" Fabrizio raccoglie traduzioni da Brassens, Dylan e Cohen e brani suoi degli anni Sessanta.
1975: dalla collaborazione con Francesco De Gregori scaturisce l'album "Volume VIII".  Segue il primo tour dell'artista, che comincia ad accarezzare il progetto di trasferirsi in Sardegna: acquisterà a tale scopo la tenuta dell'Agnata, presso Tempio Pausania, dedicandosi all'agricoltura e all'allevamento di animali.
1977: Dori Ghezzi, alla quale Fabrizio si è unito, gli dà una figlia, Luisa Vittoria, detta Luvi.
1978: esce l'album "Rimini".
1979: dal tour con la PFM [Premiata Forneria Marconi], De André ricava un doppio album dal vivo. In agosto, a L'Agnata, lui e Dori Ghezzi vengono sequestrati: saranno rilasciati quattro mesi dopo.
1981: l'esperienza del sequestro e la realtà della gente sarda ispirano parte dell'album senza titolo che i mass media battezzano "L'indiano".
1984: De André realizza con Mauro Pagani il pluripremiato ellepì "Crueza de mâ", che unisce la lingua genovese alle sonorità della tradizione mediterranea, e che due referendum tra i critici indicheranno come il miglior album dell'anno e del decennio.
1989: Fabrizio sposa Dori Ghezzi.
1990: esce l'album "Le nuvole", con grande successo di vendite e di critica, e successivo tour trionfale.
1991: esce il doppio live "1991 - Concerti".
1992: nuovo tour, il primo tour teatrale di De André.
1996: esce l'album "Anime Salve".
Dopo il notevole e indiscusso successo ottenuto da De André nell'ultimo anno a partire dalla pubblicazione di "Anime Salve", passando attraverso un tour di grande successo in tutti i teatri italiani all'insegna del "tutto esaurito", Fabrizio De André è ritornato in concerto nell'estate del 1998 per dare, solo idealmente, un lungo abbraccio al pubblico che così tanto ha dimostrato di amarlo. Questo tour estivo ha costituito l'occasione per ripercorrere tutte le tappe principali della sua luminosa carriera, in un dipanarsi di straordinari successi come: "La canzone di Marinella", "Bocca di Rosa", "Il pescatore", ecc. E' stata proprio questa atmosfera evocativa a rappresentare il carattere essenziale dei suoi concerti.

1999: 11 gennaio alle 2,30, muore Fabrizio De André a Milano, stroncato da un tumore a 58 anni.

Biografia grazie ai servizi di http://www.tridentagency.com/artisti/deandre/)

emarginato (n. m. sing.): (social) outcast

fan ~ i fan(s): fan
(N.B. In italiano, il plurale dei nomi stranieri resta identico alla forma singolare, per es. il film~i film, il western~i western. La tendenza moderna, comunque, è quella di utilizzare la forma plurale della lingua d'origine: i fans, i jeans, ecc.)

genovese (n. m./f. sing.): inhabitant of Genoa, in Liguria

impegno: effort; pledge; commitment, dedication

in ricordo di (expres. idiom.): in memory of

ipocrita (n. m./f. sing.): hypocritical
(N.B. "Ipocrita" è anche un nome = hypocrite.)

LP (abbrev., also ellepì): long-playing album

mito: myth

offeso (n. m. sing.): injured, damaged, less fortunate

poeta (n. m. sing. ~ i poeti): poet

portavoce (n. f./m. sing.): mouthpiece, spokesperson

privo: devoid of; lacking in

schietto: pure, genuine, frank

sensibilità: sensitivity

spegnersi: (lit.) to go out like a flame; (euph.) to die

spiccato (adj. m. sing.): strong, striking; distinct; clear

tematica: main theme

 

[Pensaci...]

ANIME SALVE
- F. De André (1996)


Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che bello il mio tempo che bella compagnia.
Sono giorni di finestre adornate
canti di stagione
anime salve in terra e in mare.
Sono state giornate furibonde
senza atti d'amore
senza calma di vento.
Solo passaggi e passaggi
passaggi di tempo.
Ore infinite come costellazioni e onde
spietate come gli occhi della memoria
altra memoria e non basta ancora.
Cose svanite, facce e poi il futuro.
I futuri incontri di, delle amanti scellerate
saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni.
Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande il mio tempo che bella compagnia.
Mi sono spiato illudermi e fallire
abortire i figli come i sogni
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve
mi sono visto che ridevo
mi sono visto di spalle che partivo.
Ti saluto dai paesi di domani
che sono visioni di anime contadine
in volo per il mondo.
Mille anni al mondo mille ancora
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo che solitudine
che bella compagnia.


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