[grafico data]16 novembre 1998
 Salute e attualità
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Allarme! Troppo stress!

Nodo in gola, palpitazioni, mani sudate, respiro affannoso, imminente senso di soffocamento... hai mai provato questi sintomi? Certo che ti ricordi la tua prima dichiarazione d'amore, vero? Ma qui non si tratta solo d'amore, bensì di stress, condizione che sembra assediare la moderna società anche alle soglie del XXI secolo.

Non è un fenomeno, come molti potrebbero pensare, esclusivamente riservato al mondo degli affari. Lo stress si manifesta in forme diverse, in quasi tutti i campi di lavoro e perfino tra i muri domestici. L'esempio contemporaneo classico sarebbe la donna in carriera che non solo esercita una professione, ma fa del suo meglio a non trascurare il nucleo familiare. Di fatti, secondo recenti statistiche, circa il 35 per cento delle mamme che lavorano soffre di ansia cronica e in genere il 18 per cento delle donne viene colpito da un attacco di ansia almeno una volta nella vita. Insieme alle donne che stentano a dividersi tra famiglia-casa-lavoro, l'altra categoria più colpita dall'ansia è quella di coloro che hanno grosse responsabilità di prestazione, come grandi impresari, chirurghi, capi di famiglia, o chiunque si sente oberato.

Comunque, se non si riesce ad affrontare il livello di stress quotidiano e si arriva al proprio limite, magari sarebbe il caso di ricorrere a un aiuto. Le seguenti statistiche dimostrano che la situazione è grave: nel mondo circa 400 milioni di persone soffrono di ansia; sono 4 milioni gli italiani che vanno dal medico per un aiuto; l'80 per cento della popolazione italiana prima o poi viene colpita almeno una volta dall'ansia acuta; il 40 per cento ricorre a psicofarmaci, soprattutto a pastiglie; e gli attacchi di panico colpiscono 3 persone su 10.

Effettivamente, sono dati allarmanti e forse sarebbe ora di domandarsi se valga proprio la pena ricorrere all'uso di farmaci per mantenere il proprio passo frenetico di vita. Magari l'antidoto è il riconoscimento stesso dei propri limiti sia del corpo che della mente. Che senso ha lottare contro sé stessi?


[vocabolarietto]

alle soglie di (also fig.): on the threshold (verge) of

ansia (psych.): anxiety, anxiousness

ansia acuta (or cronica) (psych.): acute, chronic anxiety

attacco di panico (psych.): panic attack

chirurgo (n. m. sing. ~chirurghi [n. m. pl.]): surgeon

donna in carriera: career woman

esercitare una professione: to practice a profession

farmaco (~ farmaci [n. m. pl.]), med.): drug, medication

imminente: imminent, at hand

impresario: entrepreneur, contractor

lottare: to fight, to struggle, to battle with

mondo degli affari: business world

nodo in gola (idiom. expres.): lump in one's throat
("Avere un nodo in gola" = to have a lump in one's throat, [in text, used figuratively].)

oberato (adj. m. sing.): overloaded, excessively overwhelmed

palpitazione (n. f. sing., med.): palpitation )

pastiglia (med.): tablet (medication)

prestazione (n. f. sing.): performance

psicofarmaco (~ psicofarmaci [n. m. pl.]): psychiatric medication

quotidiano (adj. m. sing.): daily

respiro affannoso: difficult breathing

ricorrere: to have recourse, to go to, to turn to

soffocamento: choking, suffocation

sopportare: to bear, to endure, to suffer

stentare: to find it difficult to do something

tra i muri domestici: within the walls of one's home

trascurare: to neglect

 

[Pensaci...]

"Meglio un asino vivo che un dottore morto"! "Chi troppo vuole, nulla stringe!" - due vecchi proverbi italiani


Copyright © 1998 CHASS (Computing in the Humanities and Social Sciences), University of Toronto