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L'identità
italiana, qual è?
| L’Italia è un paese territorialmente piccolo ma con tanta ricchezza e diversità di costumi da avere un’identità nazionale tutta particolare. Un problema peculiarmente italiano è quello della mancanza di spirito unitario tra le sue diverse genti e della frammentazione territoriale che ha avuto origine da avvenimenti di grande portata storica, come la nascita dell’Impero romano, il diffondersi del cristianesimo e le numerose e ripetute invasioni. È un luogo comune ben noto che i meridionali sarebbero caldi, appassionati e vivaci ma "poveri cafoni" arretrati (per citare Ignazio Silone), mentre i settentrionali sarebbero freddi, distaccati e pragmatici ma molto più emancipati. Certo i diversi fattori e fenomeni sociali, storici, politici e anche ambientali incidono sul popolo di una determinata zona, ma è davvero così spiccata ancoroggi questa diversità ed esiste ancora questo scontro-confronto tra italiani di diverse zone del paese? Qual è limmagine che viene in mente quando si sente dire "sono calabrese", "sono sardo", "sono valdostano", "sono ligure", "sono emiliano", "sono friulano"? Che cosa significa allora "essere italiano"? In uno studio recente, la maggior parte degli italiani tra i 15 e i 30 anni dice di non fare più caso a questa diversità, retaggio esclusivo del passato. LItalia sembra perciò più unita che mai rispetto ai decenni scorsi. Ma questa complessa realtà di "diversità" e di disunione si percepisce ancora nelle grandi comunità italiane allestero, come per esempio quella di Toronto (in Canada), che è la più grande comunità italiana fuori d'Italia. A Toronto si avverte uno spiccato senso d'identità regionale addirittura di campanile se non di quartiere, in termini anche stereotipati e di conseguenti divisioni ed emarginazioni quasi a ogni livello. Benché sia risaputo che le popolazioni italiche abbiano da sempre trovato ovunque grandi difficoltà nel collegare lidentità nazionale al principio di "italianità", fino a che punto è ammissibile la divisione "regionale" e come ci si guida verso la formazione di una coscienza nazionale collettiva? È possibile salvaguardare, specialmente allestero, la ricchezza regionale allinterno di una vera unità italiana, o è solo unutopia? |
ammissibile (adj. m. sing.): admissible, acceptable
arretrato: backward, underdeveloped
avvenimento: event
avvertire: to notice; to feel
calabrese (adj. m./f. sing.): della Calabria
campanile (n. m. sing.):
bell tower costume (n. m. sing.): custom
decennio: decade
diffondersi (v. used as n.): diffusion, spread
emancipato: emancipated
emarginazione (n. f. sing.): marginalization, alienation
emiliano (adj. m. sing.): dellEmilia nellEmilia-Romagna
fare caso a qc./q.c. (idiom. expres.): to notice, to bother with someone/something
frammentazione (n. f. sing.): fragmentation, breaking up
friulano (adj. m. sing.): del Friuli
gente (n. f. sing.): people (collective)
incidere: to weigh upon; to affect
ligure (adj. m./f. sing.): della Liguria
luogo comune: commonplace, cliché
quartiere (n. m. sing.): neighbourhood, area
retaggio: heritage, legacy
sardo (adj. m. sing.): della Sardegna
scontro: clash; crash
spiccato: strong, striking, distinct, clear
valdostano (adj. m. sing.): della Val dAosta |
![[Pensaci...]](pensaci.gif)
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La questione meridionale ruota intorno al vecchio concetto di "meridionalismo": un'ideologia rivendicativa che attribuiva allo Stato la colpa dell'arretratezza del Mezzogiorno. Per approfondire largomento, si consigliano le seguenti letture: Robert Lumley e Jonathan Morris cur., Oltre il meridionalismo. Nuove prospettive sul Mezzogiorno d'Italia (Carocci, 1999) e Carlo Triglia Sviluppo senza autonomia (Il Mulino, 1992). |